venerdì 31 luglio 2009

Malgrado sia un po' confuso e non me lo ricordi perfettamente,non posso non postare il sogno di stanotte,in onore del mio primo membro blog =) purtroppo però non sono in grado di ricostruire certi passaggi e sarò breve.

Esattamente non ricordo come sia iniziata..aspettavo la visita di Davide,e intanto ci tenevamo in contatto per sms.. a breve sarebbe arrivato,era già a Torino e mi raccontava ciò che vedeva,i posti,le persone..
Suonò il campanello,e dopo un po' eravamo tutti attorno alla tavola a mangiare una torta fatta da mia nonna -da quando mia nonna prepara dolci?uhm-.
Ricevo una telefonata.

"Pronto?"
"Buongiorno,volevamo inf..."
"Sìsìgrazieciao"

Tutti mi guardavano con aria interrogativa.

"Mi basta già il piano tariffario che ho ora!"

Avevo un sorrisetto come se tutti dovessero già sapere di che cosa stessi parlando.Ma non lo sapevo manco io..
Accompagnai Davide alla stazione..vicino c'era un monte ricoperto da una rete,e la gente vi si arrampicava su..quando prese il treno,faccio per tornare indietro ma mi ritrovo davanti un pitbull color nocciola,con un collare blu.Continuava a fissarmi e sinceramente non sapevo proprio cosa fare,ero immobile.Poi il cane sembra correre verso di me ma poi mi supera saltando dentro un camion dell'immondizia che stava partendo.Iniziando a piccoli passi,progressivamente più veloci,mi allontano sempre di più,non rendendomi neanche conto di dove fossi finita..un un lungo e bianco corridoio con dei quadratini neri di pietra,e la superficie era bagnata,scivolosa..

Questo sogno proprio non l'ho capito..troppo confusionale.

giovedì 30 luglio 2009

Da qualche parte nei miei ricordi onirici (3)


Piazza Statuto.Cammino tranquilla sotto i portici con mio fratello e Torricelli:

"I capelli corvini non ti donano,eri meglio biondo."

Non dà cenni di considerazione..poco importa..Siamo quasi in Via Garibaldi,ma ci fermiamo davanti a due grossi barattoli di vernice rossa.Torricelli strofina le proprie mani una contro l'altra,facendo un'espressione mista tra sorriso e faccia da babbuino.

"Del Piero mi fa un baffo!"

E parte.Un bel calcio al barattolo di vernice rossa,che passa attraverso la finestra del negozio in restrutturazione,ancora senza gli infissi -un buco praticamente-.La vernice si espande tutta contro il muro,solo che sulla parete risultava aceto.Sai di quel rosa trasparente..
Dal negozio escono Er Pupaccione -faceva parte di un caso di Striscia la notizia..un viscido omone senza capelli con gli occhiali- e il suo gemello.Due Pupaccioni vestiti nello stesso modo,con una tuta di felpa tipo pigiama,bianca con un'ampia striscia colorata sulla panza,rispettivamente gialla e verde pastello.
Fecero uno strano verso,non si capisce bene se urlavano di rabbia o per stipsi..magari era solo l'imitazione di qualche lottatore d'arte marziale prima di fare la sua mossa..va beh..scappiamo,ma nella corsa inciampo andando a sbattere contro del quadri esposti su dei cavalletti..mio fratello e Torricelli ovviamente se la sono svignata lasciandomi qui.Infami!
era rimasto ancora un cavalletto in piedi,così mi ci nascondo dietro sperando il proprietario non mi veda.

(a proposito di arti marziali..)

Ed'ero pure convinta!Già soddisfatta di esser riuscita nella mia geniale trovata,avrei solo aspettato un po' di tempo,giusto per non dare nell'occhio.Ma mi volto,trovandomi davanti il Maestro Miaghi,con le mani sui fianchi e il piede picchiettante.Si può solo immaginare la mia faccia,con quel patetico sorrisetto di chi viene sgamato e non sa proprio che dire XD

Da qualche parte nei miei ricordi onirici (2)


ShoppingShoppingShopping!!! Una bella giornata di shopping selvaggio in compagnia di Joey,Dowson,suo padre e.. -oh mamma O.o- ..Marilyn Manson..
Parcheggiamo le auto in un grande spiazzo,per raggiungere un centro commerciale in cima ad un'altura -di quelle ripide,dove in cima c'è spazio a malapena per la casa di una Polly Pocket barbona- e sullo sfondo cielo grigio e temporale.
Entriamo e io non mi stacco da Joey,letteralmente terrorizzata da Manson si può dire..poi arriviamo nell'area abbigliamento,e attraversando una sala passo davanti ad uno specchio,attraverso il quale vedo alle mie spalle Marilyn Manson al centro di un vortice di vento..terminato il turbine,quel tizio era irriconoscibile,senza un filo di trucco e gli occhi dello stesso colore.

"E' diventato un brav'uomo adesso"

Joey mi rassicura sussurrandomi queste parole.E io come un pesce lesso non esito a dar fiducia al nuovo Marilyn,chiacchierando sui vestiti eccetera..
Mi volto verso di lui,scorgendo del colore scuro sulla sua bocca,la parte destra del labbro superiore e quella sinistra del labbro inferiore,quasi come fosse stato un trucco a scacchi..Inizio a correre giù per la collina,in preda al panico..ma ritrovo il parcheggio in fiamme.
Un incendio il cui artefice è il padre di Dowson,magari sotto gli ordini di Manson.Urlava parole incomprensibili,infuriato come non so.

(Le immagini si oscurarono,mi addormentai..)

L'ultima scena si apre in carcere.Dowson,suo padre e Manson erano stati arrestati -cosa c'entra Dowson?- così io e Joey siamo andati a trovare il giovane regista.
Davanti a noi,delle sbarre color verde pastello,e all'interno della cella c'erano bambini che urlavano e che giocavano.Un asilo nido a 5 stelle non c'è che dire.Dowson apre la porta e sorride.

"Lui non c'è."

martedì 28 luglio 2009

Da qualche parte nei miei ricordi onirici (1)


Mattina presto.Mentre cammino per andare a scuola,sento una presenza alle mie spalle,così mi volto,accorgendomi di essere seguita da una zingara.Corro via.E corro veloce,tanto da finire dalla parte opposta del quartiere.La zingara non c'è più,ma vedo avvicinarsi a me una ragazzina dal viso familiare:

"ti prego,mi accompagni alla fermata del pullman?Ti prego.Ho paura di quella zingara."

Federica,si chiama così.Facevamo l'asilo assieme,e mentre io sono cresciuta,le sue sembianze rimangono quelle di una bambina.Iniziamo a incamminarci,solo che invece di una fermata del pullman mi ritrovo davanti agli occhi l'aeroporto di Caselle:vetrate color verde acqua e muri chiari.Entriamo e c'è un viavai di gente,la maggior parte in giacca e cravatta.Sul pavimento c'erano piccoli pigmenti di gelatina dello stesso colore delle vetrate.Sembra dentifricio,quello a gel..bleah..

"Sai,se mettiamo il piede su questi affari verdi,scivoliamo in avanti."

Mi guardo intorno..la gente che ci passava sopra sembrava addirittura divertita.Noto anche dei grossi tubi,un po' neri e un po' trasparenti,sono una sorta di scala mobile,ed erano pieni di gelatina.
Federica mi prende per il braccio,portandomi dentro questi tubi.Cavolin se andavamo veloci! Così non si arriva nemmeno in ritardo a scuola! -già,e io ora come ci arrivo?-
Mi giro verso il tubo che portava la gente nella direzione opposta,e dentro vedo passare anche Matteo,un mio compagno di classe delle medie.Tra l'altro,prendiamo lo stesso pullman la mattina.Il fatto che stia andando da tutt'altra parte mi rassicura molto -.-
Finalmente usciamo da Caselle.Cosa?!Potevi anche dirmelo che la tua fermata del pullman stava a due passi da dove ti ho incontrata,non lo volevo mica fare il giro turistico in Dentifriciolandia =/

"Eccomi,io sono arrivata.Grazie di tutto,sei un'amica,ciao!"

E se ne andò così,sorridente.C'era del traffico per strada,e il mio pullman mi passa davanti.Lo rincorro,ma non riesco a raggiungerlo.Ormai..aspetto il prossimo.Matteo almeno non arriverà in ritardo -.-
Lì vicino alla fermata,coincidenza,c'erano anche Laura,Martina e Giulia,anch'esse delle medie.Vestite con tallieur verde salvia,capelli raccolti in uno chignon e con la sigaretta in bocca.Iniziò a tirare un vento forte,se le portò via tutte e tre.Alla fine c'è ancora qualcuno che prende la vita con leggerezza.
Arrivò pure il mio pullman.
Salgo e mi metto vicino all'apparecchio che timbra i biglietti.Vicino a me,una signora alta e bionda,mi chiede di premere il pulsante lì sopra alla maccinetta perché lei ha le mani occupate.Non era proprio un pulsante,era più un piccolo faro,simile alle sirene sulle auto della polizia.Schiacciandolo si illumina di verde,per poi tornare rosso come prima.
La scena si ripete per diverse volte,continuavo a premere questo pulsante-sirena senza neanche sapere perché,e alla fine uscì dall'apparecchio una bustina.Curiosa come sono,butto un'occhio,ma la donna rapidamente la tira a sé scendendo rapidamente dal pullman.Bah,un po' nervosa magari.
Il pullman si riempì improvvisamente di controllori,ne ero circondata.Ma tanto ho l'abbonamento GTT,ne'?
Ci fermiamo di colpo,l'autista esce dalla cabina e si avvicina all'apparecchio dei biglietti,inginocchiandosi in lacrime.

"No!No...perché proprio a me!Lì dentro c'era tutto il mio stipendio!"

Tra i controllori si fa spazio un tizio piuttosto bassino,vestito come il Tenente Colombo,e tra le mani tiene un monitor..mi guarda come dire "tu ne sai qualcosa vero?",e io lo guardo come dire "no,perché?" e lui stavolta apre bocca accusandomi di esser complice di un furto.Fece chiarezza accendendo il monitor,dove era ripresa la donna di prima,solo che in testa aveva una parrucca rossa.Cammina per Via Garibaldi,ha l'aria furtiva,si avvicina all'entrata della L'Oreal e suona il citofono.

"Ecco" -dice Tenente Colombo 2 la vendetta- "ora sta andando a rubare pure a casa della madre di 'sto povero disgraziato".