Era tardi,molto tardi..salgo le scale di corsa nella speranza il professore non fosse ancora arrivato.Entro in un'aula,arredata come se fosse stata una stanza stralussuosa e regale..ma c'era un caos assurdo,gente della mia classe e delle altre classi impegnata a menarsi,mi stavo attaccando con una pure io,poi uscii immediatamente per non finire nei pasticci..
Faccio per raggiungere la palestra,quando noto una scaletta che scendeva a cui dapprima non avevo mai fatto caso.Più mi avvicino più una musica in sottofondo aumentava."La gioia del risveglio"-Roberto Angelini(o Angelucci?e chi se lo ricorda).
Mi avvicino ancora,fino ad arrivare ad una balconata.Mi sporgo un po' e a fianco un altro balcone.Si vedevano due ciabatte,delle gambe,man mano il mio sguardo saliva vidi anche una vestaglia..su quel dondolo riposava il vicepreside Nardella,e come richiama la canzone,si era "risvegliato".
"Che ci fai qui?"
"Ma..eh..di sopra si menavano tutti e me ne sono scappata via!"
"Ma per favore va,ti faccio vedere.."
Sliamo fino al piano dove c'era la stanza stralusso..Nardella aprì la porta.Dormivano tutti.Non si spiegava però eh!
"vedi?dormono tutti,guarda un po' che faccio"
si avvicina ad Ylenia e la prese per un braccio,muovendola a mo' di burattino.Sul suio volto si disegnò un'espressione sorridente e divertita,mentre teneva ancora gli occhi chiusi.Scappai di nuovo.Che razza di posto è diventato?Manco fossero tutti dei Pinocchi..
domenica 6 dicembre 2009
Eravamo già tutti pronti per l'occupazione,ne stavamo discutendo in classe mentre la Lo Bianco come al solito parlava a vuoto..
"io però non posso,devo scendere all'Isola d'Elba al mercatino con mia zia"
Relis disse la sua,dopo un po' la Lo Bianco si avvicina ad Ada mentre schiacciava un pisolino e le tira una scuzza.Cessò ogni rumore,silenzio tombale.Intanto nel mega monitor al plasma vicino alla lavagna venne fatto un primo piano a un paio di occhi,quelli di Pilichi..la visuale si allontanò ulteriormente,e si riuscì a capire che era in bagno a fumare.Non so come avesse fatto,saputo della scuzza ad Ada fece un sorriso malefico.
Dopo qualche ora decisi di andare in bagno anche io per vedere le telecamere che avevano piazzato.Mi guardo nello specchio,poi alle mie spalle si piazza la sagoma di,non si capiva bene se fosse un maschio o una femmina,una persona bionda e con gli occhiali..chiamò delle sue amiche,delle amiche abbastanza massicce,con addosso tutù e mutandoni arancioni,impegnate ad esibirsi in un goffo balletto.Mah.
Arrivò anche la Lanza..
"Ahahahah,non sapete quante risate ci facciamo noi professori a vedere le registrazioni delle telecamere,ahahahah!"
(-.-)'
"io però non posso,devo scendere all'Isola d'Elba al mercatino con mia zia"
Relis disse la sua,dopo un po' la Lo Bianco si avvicina ad Ada mentre schiacciava un pisolino e le tira una scuzza.Cessò ogni rumore,silenzio tombale.Intanto nel mega monitor al plasma vicino alla lavagna venne fatto un primo piano a un paio di occhi,quelli di Pilichi..la visuale si allontanò ulteriormente,e si riuscì a capire che era in bagno a fumare.Non so come avesse fatto,saputo della scuzza ad Ada fece un sorriso malefico.
Dopo qualche ora decisi di andare in bagno anche io per vedere le telecamere che avevano piazzato.Mi guardo nello specchio,poi alle mie spalle si piazza la sagoma di,non si capiva bene se fosse un maschio o una femmina,una persona bionda e con gli occhiali..chiamò delle sue amiche,delle amiche abbastanza massicce,con addosso tutù e mutandoni arancioni,impegnate ad esibirsi in un goffo balletto.Mah.
Arrivò anche la Lanza..
"Ahahahah,non sapete quante risate ci facciamo noi professori a vedere le registrazioni delle telecamere,ahahahah!"
(-.-)'
lunedì 7 settembre 2009
Da qualche parte nei miei ricordi onirici (5)

E visto che con Kelly Taylor non si può più,David Silver ha deciso di chiedere appuntamento a Michelle Hunziker!
Erano seduti al ristorante col menù tra le mani,e poco dopo arrivò la cameriera per le ordinazioni.Anche lei con le sembianza di Michelle..solamente che quest'ultima era vestita "normalmente" -beh,camicetta e gonna a quadretti rosa e bianchi a mo' di tovaglia da picnic e un grambiulino bianco,come uniforme da cameriera può starci-,mentre la prima era vestita da scout e come orecchini aveva dei lunghi fili con dei grossi palloni gialli e arancioni.Un miracolo che non le crollassero le orecchie.
"Cosa le porto?"
David stava già mangiando lattuga e mozzarella con bocconi mostruosamente enormi.Invece Michelle borbottò qualcosa di incomprensibile,ma sembrava francese.
"Una cheeeeeeee???"
"Sì beh,un'insalata di moscerini ecco,grazie"
Nel mentre in Via dei Matti n.0 cercavo disperatamente di misurarmi un paio di jeans -il tinello era diventato un negozio d'abbigliamento,pieno di espositori con migliaia di jeans (sì,magaaari)- ma ogni stanza era occupata.In una c'era mia nonna che stirava,nell'altra i bisnonni che guardavano la televisione,il bagno pure era occupato,rimaneva camera mia,ma mi son ritrovata in una sorta di "tiro alla maniglia" alla cui estremità opposta c'era mio fratello,e intanto ci si mette pure mio nonno a sottolineare che la sua altra nipote sedicenne faceva durare molto più la ricarica del telefono rispetto a quanto durasse a me..continuavamo ad urlare,ma alla fine non mi accorgevo neanche più di cosa stesse dicendo..
Da qualche parte nei miei ricordi onirici (4)

Sono le due di notte e non riesco a prendere sonno..decido di uscire -ché poi in Barriera a quest'ora uscire di notte è da suicidio-,per strada però c'è ancora gente,le strade ancora illuminate dai lampioni..sì,due passi si posson anche fare..
Dopo un paio d'ore ritorno a casa con in mano due Mikado,e mi rimetto a letto.Morfeo stava per arrivare,solo non pensavo che ora lo facesse dalla porta.Mi rialzo per andare a vedere chi avesse appena suonato il campanello,cercando di non fare rumore coi piedi mi infilo i calzini,e furtivamente attraverso il corridoio,tutto buio.L'unica luce proveniva dal tinello,probabilmente nonna si era alzata per bere,e anche se per un attimo mi chiesi se non avesse sentito il campanello,l'interrogativo svanì subito.
Dicevo..ah sì,i calzini per non fare rumore.Solo che per terra c'era ancora tutto il nylon che aveva messo mio nonno per dare il bianco in corridoio,e per un attimo ho avuto l'impressione di aver fatto rumore,ma ormai era fatta,ero arrivata alla porta.Così alzandomi sulle punte dei piedi guardo nello spioncino,e qui mi vedo davanti Hayiu.Non so cosa ci facesse qui alle quattro del mattino,poi mi accorgo che non era solo:altre tre ragazze asiatiche vicino,una di spalle,una di bassa statura che cercava di vedere qualcosa nello spioncino,scura di capelli.Ma la più inquietante era quella che le stava alle spalle:sembrava uscita da Final Fantasy,una parrucca biondo platino,e uno sguardo perso,occhi scuri,senza né pupilla né riflesso al loro interno.Anche il suo sorriso enigmantico,ché manco fosse stata la Gioconda,mi spaventava parecchio.Tanto da fregarmene del nylon sul pavimento e correre in tinello ad avvertire mia nonna.Ma non si vedeva nessuno.Qualche passo più avanti,poi scorgo la sua immagine di spalle.Stava lì ai fornelli,con un foulard in testa.Mi avvicino sempre più,e la vedo tirare a terra cocci del piatto da pizza.Piangeva.Non so perché.Ma faceva male vederla così.Si volta e mi accorgo che il braccio destro era rimasto senza mano,sanguinava.Riuscii a dire solo due parole..
"Oh mamma"
Niente più.
domenica 23 agosto 2009


Di nuovo a scuola.. Giorgia quest'anno sembra più socievole nei miei confronti,sono contenta..
"Vale,ti va di suonare?io canto e qualcuno di loro fa il coro"
Mi si illuminarono gli occhi,così subito mi piazzo con la tastiera in un'aula vuota a fianco alla nostra..a un certo punto bussano alla porta ed entra la Giorgis:
"prima di cominciare scendi un attimo perché devo interrogarti"
Dopo qualche minuto allora scendo in cortile..un enorme spiazzo rotondo ricoperto d'erba,circondato da colonne e portici.La Giorgis stava seduta davanti ad un banchetto di libri..Mi siedo davanti a lei,prende un libro a caso,e inizio a tradurre..alle spalle avverto la presenza della preside e il suo sguardo severo.Ma fingo di non accorgermene continuando nell'interrogazione..a un certo punto da lontano scorgo dei ragazzi correre nella mia direzione:
"arrivano raga!correte muovetevi!"
uno di loro mi passa vicino e mi dice di sbrigarmi e di mettermi in salvo.Mi giro di nuovo..correvano come bufali,un polverone si stava alzando sempre di più.Non sapevo bene che fare,poi qualcuno mi ha tirato per il braccio e mi sono ritrovata anche io nella brumosa fuga.La chiamavano "La massa",ma erano dei Caschi Blu.
Dopo aver percorso parecchia strada finalmente mi ritrovo libera dalla folla,malgrado ce l'avessi comunque alle spalle.Era una stradina di paese,intorno c'erano solo villette.Mi guardo attorno e scavalco una piccola recinzione dietro cui c'era un piccolo orto e delle piante,molto utili per nascondermi..rimango lì un attimo,ma i Caschi Blu avanzavano,così proseguo per il giardinetto e scavalco nuovamente un altro recinto dietro la casa,che si affacciava sul lago..una bella vista..ritornata l'assenza di rumore mi reco di nuovo dietro le piante vicino all'orto,ma due poliziotti -che poi tanto poliziotti non sembravano,zaino in spalla come se stessero facendo una gita in montagna,eppure erano poliziotti- erano troppo vicini,non mi potevo muovere se no mi avrebbero scoperto.Dovevo comunque cambiare quella scomoda posizione,così mi siedo vicino la pianta,pestando un rametto scricchiolante.Uno dei due poliziotti se ne accorge e rimane attento per qualche istante,ma nulla di più.
Quando se ne vanno?
Sono rimasti lì tutta la notte,hanno acceso un bel falò -sulla strada?-hanno mangiato hanno fatto una bella sosta.L'indomani eravamo ancora tutti lì.Ma vedo spuntare Lucio (de "I Liceali")tutto agitato:
"Vale!"
Parlava a sottovoce,non mi ero accorta subito della sua presenza.Poi tira un sassolino vicino a me..
"Sbrigati,io li distraggo,così te ne puoi andare da qui,dai!"
Prende in mano un altro sasso,stavola più grande,tirandolo aldilà della recinzione sulla strada.I due si voltano per vedere cosa stesse succedendo,mentre Lucio mi faceva segno di andarmene.Per arrivare alle sponde sul lago c'era una cancellata alta e verde,stranamente con un balzo sono arrivata in cima,ma mi volto e Lucio era ancora lì.
"Ma che fai?Sbrigati e vieni anche tu"
Era titubante..ma poi ci ripensò.
"Su presto muoviamoci.."
In quel momento dietro di noi arriva anche Tolo..sorpresa gli chiedo che cosa ci faceva,ma non era tempo di fare conversazione.Così percorriamo un prato proprio attaccato al lago,passiamo in mezzo a dei cespugli,fiori,di tutto e di più,finché non raggiungiamo la città.
"sentite,La Massa presto arriverà,dobbiamo nasconderci,ma io so dove andare,c'è la Casa del Gattino che ci può ospitare."
La Casa del Gattino?Uhm..
Arriviamo ai piedi di una casetta carina e accogliente,abitata da una famiglia di colore..e un gattino bianco.Ci ospitarono senza problemi..La notte il micino miagolava,e trascorsi la notte lì vicino ad accarezzarlo.
Passò del tempo,una mattina eravamo tutti pronti con lo zaino in spalla,e mentre la signora cambiava il bimbo lì sul letto mi chiedevo ad alta voce se non saremmo potuti restare ancora per una notte..avevo paura che ci trovassero..
"Non possiamo,siamo stati qui già per quattro giorni,adesso bisogna ripartire"
Non ricordo bene come andò a finire,so solo che i Caschi Blu riuscirono a rimettersi sulle nostre tracce.
venerdì 31 luglio 2009
Malgrado sia un po' confuso e non me lo ricordi perfettamente,non posso non postare il sogno di stanotte,in onore del mio primo membro blog =) purtroppo però non sono in grado di ricostruire certi passaggi e sarò breve.
Esattamente non ricordo come sia iniziata..aspettavo la visita di Davide,e intanto ci tenevamo in contatto per sms.. a breve sarebbe arrivato,era già a Torino e mi raccontava ciò che vedeva,i posti,le persone..
Suonò il campanello,e dopo un po' eravamo tutti attorno alla tavola a mangiare una torta fatta da mia nonna -da quando mia nonna prepara dolci?uhm-.
Ricevo una telefonata.
"Pronto?"
"Buongiorno,volevamo inf..."
"Sìsìgrazieciao"
Tutti mi guardavano con aria interrogativa.
"Mi basta già il piano tariffario che ho ora!"
Avevo un sorrisetto come se tutti dovessero già sapere di che cosa stessi parlando.Ma non lo sapevo manco io..
Accompagnai Davide alla stazione..vicino c'era un monte ricoperto da una rete,e la gente vi si arrampicava su..quando prese il treno,faccio per tornare indietro ma mi ritrovo davanti un pitbull color nocciola,con un collare blu.Continuava a fissarmi e sinceramente non sapevo proprio cosa fare,ero immobile.Poi il cane sembra correre verso di me ma poi mi supera saltando dentro un camion dell'immondizia che stava partendo.Iniziando a piccoli passi,progressivamente più veloci,mi allontano sempre di più,non rendendomi neanche conto di dove fossi finita..un un lungo e bianco corridoio con dei quadratini neri di pietra,e la superficie era bagnata,scivolosa..
Questo sogno proprio non l'ho capito..troppo confusionale.
Esattamente non ricordo come sia iniziata..aspettavo la visita di Davide,e intanto ci tenevamo in contatto per sms.. a breve sarebbe arrivato,era già a Torino e mi raccontava ciò che vedeva,i posti,le persone..
Suonò il campanello,e dopo un po' eravamo tutti attorno alla tavola a mangiare una torta fatta da mia nonna -da quando mia nonna prepara dolci?uhm-.
Ricevo una telefonata.
"Pronto?"
"Buongiorno,volevamo inf..."
"Sìsìgrazieciao"
Tutti mi guardavano con aria interrogativa.
"Mi basta già il piano tariffario che ho ora!"
Avevo un sorrisetto come se tutti dovessero già sapere di che cosa stessi parlando.Ma non lo sapevo manco io..
Accompagnai Davide alla stazione..vicino c'era un monte ricoperto da una rete,e la gente vi si arrampicava su..quando prese il treno,faccio per tornare indietro ma mi ritrovo davanti un pitbull color nocciola,con un collare blu.Continuava a fissarmi e sinceramente non sapevo proprio cosa fare,ero immobile.Poi il cane sembra correre verso di me ma poi mi supera saltando dentro un camion dell'immondizia che stava partendo.Iniziando a piccoli passi,progressivamente più veloci,mi allontano sempre di più,non rendendomi neanche conto di dove fossi finita..un un lungo e bianco corridoio con dei quadratini neri di pietra,e la superficie era bagnata,scivolosa..
Questo sogno proprio non l'ho capito..troppo confusionale.
giovedì 30 luglio 2009
Da qualche parte nei miei ricordi onirici (3)

Piazza Statuto.Cammino tranquilla sotto i portici con mio fratello e Torricelli:
"I capelli corvini non ti donano,eri meglio biondo."
Non dà cenni di considerazione..poco importa..Siamo quasi in Via Garibaldi,ma ci fermiamo davanti a due grossi barattoli di vernice rossa.Torricelli strofina le proprie mani una contro l'altra,facendo un'espressione mista tra sorriso e faccia da babbuino.
"Del Piero mi fa un baffo!"
E parte.Un bel calcio al barattolo di vernice rossa,che passa attraverso la finestra del negozio in restrutturazione,ancora senza gli infissi -un buco praticamente-.La vernice si espande tutta contro il muro,solo che sulla parete risultava aceto.Sai di quel rosa trasparente..
Dal negozio escono Er Pupaccione -faceva parte di un caso di Striscia la notizia..un viscido omone senza capelli con gli occhiali- e il suo gemello.Due Pupaccioni vestiti nello stesso modo,con una tuta di felpa tipo pigiama,bianca con un'ampia striscia colorata sulla panza,rispettivamente gialla e verde pastello.
Fecero uno strano verso,non si capisce bene se urlavano di rabbia o per stipsi..magari era solo l'imitazione di qualche lottatore d'arte marziale prima di fare la sua mossa..va beh..scappiamo,ma nella corsa inciampo andando a sbattere contro del quadri esposti su dei cavalletti..mio fratello e Torricelli ovviamente se la sono svignata lasciandomi qui.Infami!
era rimasto ancora un cavalletto in piedi,così mi ci nascondo dietro sperando il proprietario non mi veda.
(a proposito di arti marziali..)
Ed'ero pure convinta!Già soddisfatta di esser riuscita nella mia geniale trovata,avrei solo aspettato un po' di tempo,giusto per non dare nell'occhio.Ma mi volto,trovandomi davanti il Maestro Miaghi,con le mani sui fianchi e il piede picchiettante.Si può solo immaginare la mia faccia,con quel patetico sorrisetto di chi viene sgamato e non sa proprio che dire XD
Da qualche parte nei miei ricordi onirici (2)

ShoppingShoppingShopping!!! Una bella giornata di shopping selvaggio in compagnia di Joey,Dowson,suo padre e.. -oh mamma O.o- ..Marilyn Manson..
Parcheggiamo le auto in un grande spiazzo,per raggiungere un centro commerciale in cima ad un'altura -di quelle ripide,dove in cima c'è spazio a malapena per la casa di una Polly Pocket barbona- e sullo sfondo cielo grigio e temporale.
Entriamo e io non mi stacco da Joey,letteralmente terrorizzata da Manson si può dire..poi arriviamo nell'area abbigliamento,e attraversando una sala passo davanti ad uno specchio,attraverso il quale vedo alle mie spalle Marilyn Manson al centro di un vortice di vento..terminato il turbine,quel tizio era irriconoscibile,senza un filo di trucco e gli occhi dello stesso colore.
"E' diventato un brav'uomo adesso"
Joey mi rassicura sussurrandomi queste parole.E io come un pesce lesso non esito a dar fiducia al nuovo Marilyn,chiacchierando sui vestiti eccetera..
Mi volto verso di lui,scorgendo del colore scuro sulla sua bocca,la parte destra del labbro superiore e quella sinistra del labbro inferiore,quasi come fosse stato un trucco a scacchi..Inizio a correre giù per la collina,in preda al panico..ma ritrovo il parcheggio in fiamme.
Un incendio il cui artefice è il padre di Dowson,magari sotto gli ordini di Manson.Urlava parole incomprensibili,infuriato come non so.
(Le immagini si oscurarono,mi addormentai..)
L'ultima scena si apre in carcere.Dowson,suo padre e Manson erano stati arrestati -cosa c'entra Dowson?- così io e Joey siamo andati a trovare il giovane regista.
Davanti a noi,delle sbarre color verde pastello,e all'interno della cella c'erano bambini che urlavano e che giocavano.Un asilo nido a 5 stelle non c'è che dire.Dowson apre la porta e sorride.
"Lui non c'è."
martedì 28 luglio 2009
Da qualche parte nei miei ricordi onirici (1)

Mattina presto.Mentre cammino per andare a scuola,sento una presenza alle mie spalle,così mi volto,accorgendomi di essere seguita da una zingara.Corro via.E corro veloce,tanto da finire dalla parte opposta del quartiere.La zingara non c'è più,ma vedo avvicinarsi a me una ragazzina dal viso familiare:
"ti prego,mi accompagni alla fermata del pullman?Ti prego.Ho paura di quella zingara."
Federica,si chiama così.Facevamo l'asilo assieme,e mentre io sono cresciuta,le sue sembianze rimangono quelle di una bambina.Iniziamo a incamminarci,solo che invece di una fermata del pullman mi ritrovo davanti agli occhi l'aeroporto di Caselle:vetrate color verde acqua e muri chiari.Entriamo e c'è un viavai di gente,la maggior parte in giacca e cravatta.Sul pavimento c'erano piccoli pigmenti di gelatina dello stesso colore delle vetrate.Sembra dentifricio,quello a gel..bleah..
"Sai,se mettiamo il piede su questi affari verdi,scivoliamo in avanti."
Mi guardo intorno..la gente che ci passava sopra sembrava addirittura divertita.Noto anche dei grossi tubi,un po' neri e un po' trasparenti,sono una sorta di scala mobile,ed erano pieni di gelatina.
Federica mi prende per il braccio,portandomi dentro questi tubi.Cavolin se andavamo veloci! Così non si arriva nemmeno in ritardo a scuola! -già,e io ora come ci arrivo?-
Mi giro verso il tubo che portava la gente nella direzione opposta,e dentro vedo passare anche Matteo,un mio compagno di classe delle medie.Tra l'altro,prendiamo lo stesso pullman la mattina.Il fatto che stia andando da tutt'altra parte mi rassicura molto -.-
Finalmente usciamo da Caselle.Cosa?!Potevi anche dirmelo che la tua fermata del pullman stava a due passi da dove ti ho incontrata,non lo volevo mica fare il giro turistico in Dentifriciolandia =/
"Eccomi,io sono arrivata.Grazie di tutto,sei un'amica,ciao!"
E se ne andò così,sorridente.C'era del traffico per strada,e il mio pullman mi passa davanti.Lo rincorro,ma non riesco a raggiungerlo.Ormai..aspetto il prossimo.Matteo almeno non arriverà in ritardo -.-
Lì vicino alla fermata,coincidenza,c'erano anche Laura,Martina e Giulia,anch'esse delle medie.Vestite con tallieur verde salvia,capelli raccolti in uno chignon e con la sigaretta in bocca.Iniziò a tirare un vento forte,se le portò via tutte e tre.Alla fine c'è ancora qualcuno che prende la vita con leggerezza.
Arrivò pure il mio pullman.
Salgo e mi metto vicino all'apparecchio che timbra i biglietti.Vicino a me,una signora alta e bionda,mi chiede di premere il pulsante lì sopra alla maccinetta perché lei ha le mani occupate.Non era proprio un pulsante,era più un piccolo faro,simile alle sirene sulle auto della polizia.Schiacciandolo si illumina di verde,per poi tornare rosso come prima.
La scena si ripete per diverse volte,continuavo a premere questo pulsante-sirena senza neanche sapere perché,e alla fine uscì dall'apparecchio una bustina.Curiosa come sono,butto un'occhio,ma la donna rapidamente la tira a sé scendendo rapidamente dal pullman.Bah,un po' nervosa magari.
Il pullman si riempì improvvisamente di controllori,ne ero circondata.Ma tanto ho l'abbonamento GTT,ne'?
Ci fermiamo di colpo,l'autista esce dalla cabina e si avvicina all'apparecchio dei biglietti,inginocchiandosi in lacrime.
"No!No...perché proprio a me!Lì dentro c'era tutto il mio stipendio!"
Tra i controllori si fa spazio un tizio piuttosto bassino,vestito come il Tenente Colombo,e tra le mani tiene un monitor..mi guarda come dire "tu ne sai qualcosa vero?",e io lo guardo come dire "no,perché?" e lui stavolta apre bocca accusandomi di esser complice di un furto.Fece chiarezza accendendo il monitor,dove era ripresa la donna di prima,solo che in testa aveva una parrucca rossa.Cammina per Via Garibaldi,ha l'aria furtiva,si avvicina all'entrata della L'Oreal e suona il citofono.
"Ecco" -dice Tenente Colombo 2 la vendetta- "ora sta andando a rubare pure a casa della madre di 'sto povero disgraziato".
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